Valle d'Itria
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Il Santuario di Santa Maria di Ibernia a Cisternino


A pochi chilometri dalla città di Cisternino nella Contrada rurale di Lamacesare in un recinto sacro popolato da lecci e ulivi sorge il bellissimo Santuario di Santa Maria di Ibernia.

Fonti scritte testimoniano che il 26 febbraio del 1180 Papa Alessandro III enumerò in una sua Bolla casali e chiese sottoposte alla giurisdizione della Diocesi di Monopoli, di cui all’epoca era vescovo Stefano. Tra i siti c’era il riferimento anche a una …ecclesiam sancte Marie de Bernis cum casali suo… . Dunque una chiesa e un casale, intendendo per casale un villaggio rurale come altri in quel momento storico ne erano sorti nell’Area intorno, i più poi scomparsi e qualcuno sopravvissuto e diventato città come Cisternino.

Tuttavia reperti archeologici rinvenuti nella zona riferibili anche a epoche più remote e anche epoche precristiane, hanno fatto supporre che il luogo sia stato abitato o comunque frequentato anche da comunità che qui a Primavera, nel periodo solstiziale, svolgevano riti di fertilità dedicati alla Dea Madre. In relazione con il periodo di passaggio tra inverno e primavera è da mettere anche il nome dato al sito cristiano che ivi si è sovrapposto, ossia Sancta Maria De Bernis, da cui deriva Maria di  Ibernia che potrebbe riferisri al ribernare, a vernare, ossia passare la Primavera.

Dalle comunità pagane a quelle cristiane il sito ha dunque conservato la sua valenza, di luogo sacro dove officiare durante il solstizio di primavera alla divinità, per un rigenerarsi prosperoso della nuova stagione anche fecondatrice. Infatti, la Madonna d’Ibernia è la protrettrice delle mamme e dei neonati.

Nella Chiesa di Cristo o Nuova di Cisternino è custodita una icona della Madonna di Ibernia che ogni Lunedì dell’Angelo viene portata in processione. Il corteo Sacro percorre le vie della città e poi prosegue in campagna fino all’omonimo Santuario. In quel giorno è usanza portare in offerta al Santuario un tipico dolce di pasta frolla, il corrucolo, che può assumere due forme: una a forma di borsetta contenente due uova che viene donata ai bimbi, l’altra a forma di bambolina con un uovo in grembo che vene donata alle bambine. È chiara la simbologia del maschile e del femminile, inoltre, l’uovo non avendo spigoli  simboleggia anche la ciclicità della vita, delle stagioni.

Il Santuario è anche bello da visitare. La facciata semplice, nella parte centrale presenta decori che richiamano forme romaniche. Il portale ha una copertura a timpano sporgente contenente una lunetta. In asse si elevano sulla parete una finestra centrale e sopra in alto un grazioso piccolo rosone, forse spostato per aprire la finestra. Il fastigio è coronato da una croce litica alla cui destra si intravede un tipico campanile a vela. L’edificio tuttavia non è simmetrico, poiché la parte destra è stata ampliata da un edificio che oggi è la Sacrestia e dove si accede dalla navata destra. Un’ulteriore aggiunta architettonica probabilmente è l'attuale presbiterio. L’interno presenta le pareti completamente intonacate di bianco, ma tracce di colori sulla parete destra della navata centrale fanno pensare a dipinti che un tempo decoravano la chiesa.

Tornando all’esterno difronte alla chiesa sorge la cappella di Santa Maria del Soccorso, mentre nel lecceto a sinistra del Santuario c’è la statua di San Barnaba, il cui nome pur essendo legato alla cultura ebraica prima e cristiana dopo, può far pensare anche a una derivazione più antica, forse pagana, legato al termine "Ibernia" per assonanza e quindi non a caso si troverebbe qui la Statua. Ma quest’ultima è solo una suggestiva ipotesi di chi scrive non supportata da una ricerca.
Tutto il parco intorno, recintato e immerso nell’abitato rurale, è un luogo incantevole per trascorrere la Pasquetta, provvisto anche di servizi, ma soprattutto all’ombra di secolari ulivi e lecci.



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