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Sotto le cummerse di Locorotondo

Il centro storico di Locorotondo è bello ammirarlo dalla Valle d'Itria quando vi si giunge dalla Statale 172, o dei Trulli, perché appare evidente subito il profilo tondo della città, delineato dalle case che ridisegnano la vecchia cinta muraria, che fino all'Ottocento cingeva col Castello la città.

Risalendo il colle su cui sorge l'antico abitato subito si può godere di una vista panoramica sull'incantevole Valle d'Itria, dalla Villa comunale Garibaldi. Difronte c'è l'accesso di rappresentanza al centro storico, dove un tempo c'era Porta Napoli, mentre di fianco c'è la Chiesa dell'Addolorata là dove era ubicato il Castello. Superata la Porta Napoli si è accolti in Piazza Vittorio Emanuele (ex Piazza Castello), rettangolare, racchiusa da bei palazzotti tra cui spicca una casa a corte, con un bel portale oltre il 1 quale spuntano due cummerse, ossia due abitazioni con i tipici  tetti a due spioventi, diffusi sulla Murgia ma a Locorotondo  particolarmente aguzzi. Nella città tonda, infatti, bisogna  passeggiare con lo sguardo rivolto all'insù, per ammirare  cummerse di tutte le dimensioni che spuntano tra ballatoi e  terrazzi fioriti, con gerani pluricolorati e piante esaltati dal  bianco candore diffuso sulle case dalle periodiche tinteggiature  con il latte di calce.

Da Piazza Vittorio Emanuele si può proseguire per Via Antonio Bruni superando a sinistra il mestoso Palazzo Aprile-Ximenes in rosso pompeiano. Questo tratto era un tempo la Strada Maggiore che collegava la Porta Napoli (o vecchia) alla Chiesa Madre. La strada è stata poi interrotta nel XVIII secolo con la costruzione dell'ex Municipio e della Torre Civica che affacciano su Via Morelli, sedi ora della Biblioteca Comunale in cui è esposta una mostra di reperti preistorici rinvenuti nel sito archeologico di Grofoleo, nel territorio di Locorotondo. In Via Morelli conviene soffermarsi ad ammirare il portale del Palazzo Morelli, esaltato da elementi decorativi rococò, con un mascherone apotropaico sovrastato dal blasone familiare. Continuando fino a Via G: Oliva si raggiunge la graziosa chiesa di San Nicola, ricca di dipinti a tempera, tra cui i miracoli più importanti di san Nicola.

Dalla Chiesa di San Nicola è vicina Piazza Fra G. Rodio su cui affaccia austera la bella Chiesa Madre dedicata a san Giorgio, che si erge sul luogo più alto della città tanto da essere visibile, con il campanile (alto m.47) e la cupola (alta m.35), da tutta la campagna circostante. La Chiesa Madre, dalle linee neoclassiche, è stata edificata a cavallo tra i secoli Settecento e Ottocento nel sito dove sorgevano le due preesitenti chiese del casale di San Giorgio. Il santo cavaliere è scolpito nel timpano, nell'atto di uccidere il drago, come la tradizione vuole. All'interno della chiesa, a croce greca, è rilevante la Cappella del SS. Sacramento dove si ammira la Bibbia Pauperum, un'opera rinascimentale (proveniente dalla preesistente chiesa cinquecentesca) costituita da 42 riquadri che rappresentano scene bibliche.

A destra della Chiesa Madre, per Via Dora o per Via Giuseppe Verdi, percorrendo caratteristiche vie si può arrivare a Largo Bellavista, un naturale balcone sulla Valle d'Itria da cui ammirare il tipico paesaggio di campi coltivati, trulli e masserie e sui colli intorno le città d'arte di Martina Franca e di Cisternino, a distanza anche Ceglie Messapica. Si rientra da Via Giuseppe Garibaldi, particolarmente ornata da piante e fiori, per giungere alla Porta Nuova dalla omonima via. Scendendo una scalinata in Via Veneto si può arrivare alla Chiesa di Santa Maria della Greca, autentico gioiello di architettura  sacra locale. Un tempo extramoenia, la chiesa è di antiche  origini e sorgeva su un'importante crocevia. Il sito conserva  forme tipiche del romanico-gotico pugliese, anche se  rimaneggiata. All'interno, trinavato, si conservano tracce di un  affresco medievale (Madonna con Bambino); di rilievo artistico è  il polittico litico sull'altare centrale, con la Madonna delle Rose  al centro, ai lati i Ss. Pietro, Paolo, Lucia e Donato e l'Eterno nel  timpano. Proseguendo da Via Cavour in Largo Rocco è sita la  Chiesa di San Rocco, dalle linee neoclassiche, dedicata al santo  protettore della città, Rocco, a cui è dedicata una solenne festa  ad Agosto animata da spettacolari fuochi pirotecnici, una gara più precisamente. Lo spettacolo colora per circa un'ora il cielo della Valle d'Itria, attirando fotografi da ogni parte del mondo, una suggestione visibile da tutti i paesi limitrofi. Risalendo orso Umberto I si termina il giro ad anello in Piazza Dante.

Durata:  2 ore circa.
Su richiesta è possibile abbinare una degustazione finale di prodotti locali.
Per prenotare scrivere a info@passaturi.it o telefonare a 320.5753268.


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