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Le antiche Specchie messapiche tra archeologia e credenze popolari

  • 04/06/2015
  • Maria Teresa Acquaviva
  • Eventi
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Passaturi.it domenica 14 giugno vi invita a percorrere insieme i luoghi dell'antica Caelium o Kailìa, rispettivamente i nomi latino e greco della bellissima città d'arte di Ceglie Messapica. Un giro archeologico e naturalistico che si svolge nella camapgna  sui luoghi delle monumentali  Specchie sparse nel territorio a ricordare l'antico sistema di fortificazione della città  messapica. Durante la camminata si potrà ammirare la bella campagna cegliese, in mezzo a uliveti, trulli sparsi qua e là, rimasti in questo versante che si protende verso Francavilla Fontana perlopiù ricoveri agricolo-pastorali,  non solo dalle forme coniche come in Valle d'Itria ma anche a gradoni decrescenti. Si visiterà anche una masseria di interesse storico, oltre che azienda agricola e di allevamento. Ci accompagnerà in questo percorso-avventura Michele Miccoli, esperto del territorio, che conosce i luoghi anche più impervi dove sopravvivono le misteriose specchie.

Info
Appuntamento alle 16.45 alla stazione Agip (ex Eni) sulla SP 26 Ceglie M. - Francavilla, al Km. 6 partendo da Ceglie.
Partenza per la visita guidata alle 17.00.
La puntualità è gradita nel rispetto di tutti.
Abbigliamento: "a cipolla" con scarpe basse; si consiglia, inoltre, di indossare pantaloni lunghi e cappello e di portare  acqua.
Il costo a persona è di 5 euro. I bambini fino a 8 anni non pagano.
La prenotazione è obbligatoria al n.3205753268 entro, e non oltre, le ore 18 di sabato 13 giugno.
Non si accettano prenotazioni via email e con sms.

I luoghi
Il viaggio che ci accingiamo a fare domenica 14 giugno è nella campagna tra Ceglie Messapica e Francavilla Fontana, in cerca delle monumentali Specchie, monumenti messapici edificati presumibilmente 2.500 anni fa. Esse erano parte del sistema di fortificazione dell'antico abitato, di cui si ricorda anche, con resti ancora visibili, il Paretone, una monumentale cinta muraria ad anello. Va specificato che con il termine "parete" nel dialetto locale si indicano i muretti a secco, anche di recente costruzione, che delimitano le proprietà terriere.  Il ricordo del  Paretone e i possenti tratti rimasti in piedi hanno da sempre  esercitato forte suggestione sui contadini, i quali hanno appreso dai loro avi che la costruzione degli stessi sia stata opera di esseri dalla forza smisurata, oppure dotati di grandi poteri magici, quando non addirittura opera del Diavolo stesso. Tornando alle Specchie esse erano unite dal paretone e avevano la funzione di torri di avvistamento. "Specchia"deriva dal latino "spècula", diventato nel parlato "specola" fino a "specchia", con cui il popolo indistintamente si riferiva alle specchie monumentali e a quelle sative più recenti, ottenute dalla bonifica dei fondi da coltivare. Nel basso Salento spesso si è attribuito lo stesso termine a cumuli di pietra che erano monumenti sepolcrali, noti appunto come specchie dolmeniche, risalenti forse all'Età del Bronzo. "Specula" latino vuol dire "osservare",  da qui si comprende dunque la funzione delle Specchie, ossia di sentinelle del territorio. Dalla sommità delle stesse, in genere un pianoro circolare, era infatti possibile controllare tutta l'area intorno, le altre città e la campagna. Probabilmente con segnali di fumo si dava l'allarme alla vicina Ceglie. Purtroppo le Specchie superstiti sono state nei secoli manomesse dal vandalismo, dal prelevamento di materiale litico reimpiegato e dalla distruzione, qualche volta, a opera dei contadini che speravano di trovare tesori nascosti, speranze alimentate dalle credenze popolari. Alcune conservano il muro di contenimento esterno e le scalette per salire sulla cima. A cumulo e a gradoni decrescenti, tutte le specchie comunque sono molto interessanti da un punto di vista storico e archeologico, nonché folcloristico se consideriamo tutte le storie sorte sull'argomento. Si visiteranno la Specchia Capece, monumentale con un diametro di 50 metri, e la Specchia Castelluzzo, nome che rimanda alla funzione in epoche remote delle stesse. Poi si prosegue e si visita una masseria del territorio, tra le tante aziende agricolo-pastorali di interesse storico e architettonico.

 

    



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