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Grotte dipinte e Masserie fortificate nella campagna di Monopoli – Domenica 9 aprile

Domenica pomeriggio, 9 aprile, Passaturi.it organizza una visita guidata nelle lame di Monopoli, in cerca di Masserie fortificate e di grotte dipinte, accompagnati dal Prof. Cosimo Lamanna. I luoghi da visitare: un’antica chiesa rupestre, la cappella di Masseria Iacovella, e le Masserie Conghia e Vagone. 

Info
Incontro alle 15.30 al Bar capitolo della Contrada Capitolo di Monopoli ( vedi mappa). Si prega di essere puntuali per rispetto di tutti.
Inizio percorso alle ore 16.00.
Abbigliamento a cipolla con scarpe comode.
Si consiglia di portare anche acqua e macchina fotografica.
Contributo a persona 6 euro. I bambini fino a otto anni non pagano.
La prenotazione è obbligatoria al numero  320.5753268 entro, e non oltre, le ore 18 di sabato 8 aprile.

I luoghi
Il territorio a sud-est di Bari è caratterizzato dalla esistenza di numerose lame, incisioni vallive di natura carsica,  un tempo a carattere torrentizio che sfociavano nel mare Adriatico. Intorno a quelle  lame, nel Medioevo, si è sviluppato un fenomeno antropologico di rilevante interesse culturale, ossia lo stanziamento di insediamenti umani che, ampliando le cavità naturali già esistenti lungo gli spalti rocciosi degli antichi alvei, realizzarono luoghi di culto e sepolture oltre ad ambienti di servizio, come i frantoi, mulini e cisterne. Le chiese-grotte  furono affrescate con immagini di  Santi orientali e occidentali, testimonianza questa della sintesi che avvenne in loco tra la cultura greco-bizantina e quella latina. Questi Santuari rupestri divennero anche stazioni minori lungo la via Francigena,  percorsa annualmente da migliaia di pellegrini diretti verso la Terra Santa. Molti di loro in questo tratto della Puglia, spesso,  deviavano il loro percorso nella Lame per visitare le grotte dipinte.

La chiesa rupestre in programma è la cappella della Masseria Iacovella. Il luogo sacro è  a navata unica scavata nella roccia con un avancorpo in muratura. Il sito è vicino alla chiesa di Santa Cecilia con la quale era collegato.  La cappella, allo stato attuale, si presenta a navata unica con volta semicilindrica con cui si è sostituita l’originale soffitto litoide e due piccole nicchie laterali. Si conservano frammenti di un affresco, diversamente databili,  in cui si possono leggere le figure dei Ss. Stefano e Vito, una Dèesis, immagine con il Cristo Pantocratore, Maria e il Battista,  un trittico con una Vergine in trono tra i Ss. Leone Magno e Leonardo. Non vi sono elementi e documenti che possano far dedurre una dedicazione certa della chiesa. Una debole traccia di iconostasi litoide ci fornisce indicazioni circa l’originaria divisione in naos e bema, tipici degli ambienti sacri bizantini. La grotta ebbe funzione di culto privato e fu utilizzata almeno fino al XIV secolo, come attestano gli affreschi più antichi, mentre l’avancorpo in muratura, così come le decorazioni a volute e racemi, risalgono al XVII secolo.

Le masserie del litorale adriatico monopolitano (e non solo) sono state classificate in differenti tipologie scaturite dalle architetture, che certamente si sono formate per aggregazioni di corpi di fabbriche nel tempo:  torre masserie,  masserie con torre, masserie fortificate senza torre e masserie castello.  In tutti i casi l’architettura evidenzia, con i muri di cinta, le garitte e le feritoie una esigenza di questi luoghi di difendersi, non solo da pericoli e attacchi da terra, ma soprattutto da incursioni piratesche dal mare. Bisognava difendere la gente che qui viveva e insieme le granaglie e l’olio, che erano i veri tesori dell’economia agricola della pianura adriatica. In programma sono due masserie. Masseria Conghia (o Conchia) che si raggiunge percorrendo un viale serpeggiante in mezzo a maestosi ulivi secolari. Si tratta di un complesso masserizio grande, un villaggio, con una bella casa padronale a cui si accede da una scenografica scalinata barocca. Visibili elementi di fortificazione sull’architettura. Graziosa e in posizione isolata la cappella. A Masseria Vagone è prevista la visita a un tipico frantoio oleario di rilevante interesse culturale, ora anche Museo privato dell’Olio d’Oliva.

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