Puglia, Murgia dei Trulli, tipica masseria  (ft. Mt. Acquaviva)

Sui passi dei massari e dei pastori della Murgia dei Trulli

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L’itinerario di visita alle masseria della Murgia dei Trulli può attrarre molto il popolo degli eco-turisti che rifuggono dalle affollate e rumorose mete per scoprire percorsi alternativi. Lontane dai centri urbani ecco che le masserie si scorgono in lontananza su alti poggi dominanti o appaiono dopo lungi e sinuosi tratturi che attraversano boschi. Risulta difficile classificarle per modelli poiché esse presentano disposizioni varie, dovute anche all’ampliamento delle strutture architettoniche nel tempo. Una tradizionale suddivisione per tipologie distingue soprattutto quelle a corte da quelle a sviluppo lineare, ma tale distinzione spesso è stata mutata nel tempo da trasformazioni e superfetazioni edilizie. Una visita alle masserie consente di godere prima di tutto di una natura intorno lussureggiante, poiché le aziende conservano molti ettari di bosco tipico della Murgia, con querce secolari e macchia mediterranea.

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 E’ possibile visitare nelle masserie attive molti allevamenti misti.  Il fiero cavallo delle Murge, l’imponente asino martinese, i  bovini perlopiù di razza Bruna e Frisona, e in qualche azienda  anche alcuni esemplari di buoi podolici pugliesi, allevamenti  suini e caprini, questi ultimi spesso dimorano ancora in antichi e  caratteristici iazzi costituiti, qui sulla Murgia pietrosa, da una  disposizione di trulli di dimensioni ridotte, che formano un  recinto su un terreno scosceso e roccioso. Si possono ammirare  le case padronali, spesso eleganti dimore rurali con annessa  chiesa, alcune anche con interessanti dipinti a tempera sulle  pareti interne. Tutti i trulli destinati ai servizi, stalle, pagliai e casolari sono spesso, nelle masserie abbandonate o ancora funzionanti come tali, un’autentica fotografia del passato, perché rimasti intatti.

Gli agriturismi e i B&B sorti nelle masserie hanno senza dubbio contribuito a conservare tale patrimonio storico e architettonico, tuttavia essi non conservano l’anima di quei luoghi, l’essenza che si coglie solo nelle masserie ancora attive, dove c’è il massaro con la moglie che continuano imperterriti un lavoro faticoso e poco redditizio e grazie ai quali è possibile ancora vedere gli spiazzi e le aie popolati da animali di differenti razze. E se si è fortunati prima di andare via è possibile acquistare uova, formaggi freschi e stagionati e latte.

L'asino martinese

L’asino di Martina Franca

Informazioni utili

Modalità di svolgimento: a piedi e in bicicletta;

periodo di svolgimento : tutte le stagioni;

abbigliamento:    scarpe basse; d’estate meglio vestirsi “a cipolla” forniti di cappello e acqua;

l’itinerario non è fruibile  dai diversamente abili che tuttavia possono visitare alcune tappe se accompagnati da un automezzo;

per la bellezza dei paesaggi si consiglia di portare macchina fotografica e binocolo;

agli itinerari di visita su richiesta è possibile abbinare degustazioni di prodotti tipici.

La visita guidata è garantita con un minimo di 10 partecipanti.

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