Il Santuario della Madonna della Mutata (ft. fondazioneterradotranto.it)

Il Santuario della Madonna della Mutata a Grottaglie

l Santuario della Madonna della Mutata.
Il sito è a circa sei chilometri da Grottaglie ed è intitolato all’Assunta.  La chiesa, forse nel X secolo già esistente,  fu edificata nella Foresta Tarantina ai piedi della Murgia martinese, infatti,  il luogo era noto anche come Santa Maria in Silvis.  In questa primitiva chiesa c’era l’affresco della Madonna dipinto sulla parete a Sud e rivolto verso Martina Franca, fatto che ne faceva dedurre il possesso del luogo ai martinesi. Ma i martinesi, la tradizione vuole, non curavano tanto il luogo a differenza dei grottagliesi, più devoti. Quindi avvenne un prodigio. Il lunedì di Pentecoste del 1359 miracolosamente  l’immagine della Madonna  fu ritrovata dipinta sulla parete a Nord, rivolta verso Grottaglie. Tale fatto  decretò per sempre i diritti dei Grottagliesi sul luogo sacro. Questo mutamento di posizione è all’origine del toponimo  “Madonna della Mutata”. Ci sarebbe però, a tal proposito, anche una spiegazione basata su una ricerca storica, condotta da Ciro Cafforio (1954), nella quale si  mette in relazione il nome “Mutata” con il luogo di ristoro e cambio cavalli, una mutationes del periodo romano, ossia una stazione dove si fornivano animali di ricambio ai messi o ai veicoli che viaggiavano per interessi di Stato. L’ipotesi è interessante perché il luogo in oggetto non era distante dalla Via Appia Antica, di cui sono visibili alcuni tratti nei paraggi.

Il tempio sacro, così come lo si ammira adesso, è il risultato di ampliamenti avvenuti nel tempo fino al 1634. La chiesa  presenta una sobria facciata classicheggiante,  scandita da eleganti lesene con capitelli e trabeazione in stile ionico, un timpano spezzato al cui centro si erge una croce greca. Sul portale in una nicchia è custodita una statua in terracotta policromata della Madonna della Mutata. L’interno è trinavato con volte a crociera. La navata centrale è chiusa da un abside con l’altare-armadio  in legno decorato con dorature del XVI secolo. All’interno  si può ammirare il Miracoloso  Crocifisso del XV secolo, mentre ai lati due piccole tele del XVII secolo raffiguranti un Cristo alla colonna e Gesù con la canna. Nella navata sinistra ci sono due altari su cui c’erano alcune tele poi trafugate di cui una dipinta da Francesco Solimena,  raffigurante san Ciro, il protettore più noto di Grottaglie. Nella navata destra su un’altare c’è una statua di san Giuseppe in pietra policromata a grandezza d’uomo, mentre in una nicchia si custodiva una scultura romanica  della Vergine (XII-XIII secolo), ora per sicurezza trasferita nella Chiesa Madre di Grottaglie.

L’affresco medievale della Madonna della Mutata, che la tradizione vuole che ella stessa abbia rimaneggiato più volte, è ora incassato nel muro sotto un arco del transetto, incorniciato da coppie di semicolonne  sormontate da una trabeazione. Affreschi seicenteschi vivacizzano tutta la volta del tempio, restaurati recentemente. La cupola dell’altare della Vergine presenta l’Apoteosi di Maria attorniata da angeli e santi. la Vergine è dipinta nell’atto di ricevere la corona dal Padre Eterno e dal Figlio,  la colomba simbolo dello Spirito Santo li sovrasta. Interessanti sono gli Angeli musicanti, un tema che si riscontra anche in altre chiese sparse nel territorio della Murgia, urbane e rurali, quasi a celebrare quel momento con una grande festa musicata. Alcuni degli strumenti suonati come i tamburelli e i calascioni rimandano alla musica popolare locale.

Da ammirare anche il pavimento maiolicato con ornati geometrici e floreali, con colori come il giallo, il rosa e il celeste su fondo bianco. Ci sono formelle di periodi diversi compresi tra il XVII e il XIX secolo, ma soprattutto sono espressione dell’arte figula Grottagliese , eccellenza da secoli in Puglia.

Per la Madonna della Mutata i Grottagliesi fecero realizzare anche  una bella statua d’argento a Napoli nel 1777,  opera di Tommaso e Lorenzo Telese,  custodita ora dalle monache clarisse.

 

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Il dipinto della Madonna della Mutata (ft. fondazioneterradotranto.it)

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Interno del santuario della Madonna della Mutata (ft. fondazioneterradotranto.it)

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Interno del Santuario della madonna della Mutata – Cupola dipinta nel XVII secolo (ft. fondazioneterradotranto.it)

Angeli musicanti, particolare dei dipinti della cupola .(ft. fondazioneterradotranto.it)

Angeli musicanti, particolare dei dipinti della cupola .(ft. fondazioneterradotranto.it)

Madonna della Mutata a grottaglie, particolare del pavimento maiolicato del XVIII secolo. (ft. fondazioneterradotranto.it)

Madonna della Mutata a grottaglie, particolare del pavimento maiolicato del XVIII secolo. (ft. fondazioneterradotranto.it)

La scarcedda (scarsella ) dolce tipico di Grottaglie . (Ft. laterradipuglia.it)

La scarcedda (scarsella ) dolce tipico di Grottaglie . (Ft. laterradipuglia.it)

I puddhichi cu l'oi - taralli tipici di Grottaglie - (ft. laterradipiglia.it)

I puddhichi cu l’oi – taralli tipici di Grottaglie – (ft. laterradipiglia.it)

 

 

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