Puglia, Ceglie Messapica, Castello Ducale (Ft. Mt. Acquaviva)

Ceglie Messapica, tra sacro e profano

La città sorge su un colle panoramico a 300 mt circa di altitudine slm, dominando l’estremo lembo sudorientale della Valle d’Itria. Qui si è ormai, come nella vicina Ostuni, nell’Alto Salento, un tempo il settentrione della Messapia. E’ all’antica popolazione dei Messapi che si fa risalire la fondazione del primo centro urbano fortificato che con Oria, Ostuni, Manduria e Carbinia (ora Carovigno) costituivano delle roccheforti con cui i greci-tarantini si scontrarono nella loro espansione dalla costa ionica verso l’interno, secoli di difficile convivenza tra due popoli che, tuttavia, ebbero scambi culturali. Ora le testimonianze materiali di quell’antico abitato militare e civile messapico sono conservate nei più importanti musei archeologici pugliesi, con corredi funerari, iscrizioni e monete. Le tracce monumentali della Ceglie Messapica si leggono nei ruderi delle tre cinte murarie di cui sono ancora visibili tratti delle mura ciclopiche che costituivano una cinta ad anello della città; sopravvivono monumentali specchie che furono costruite a raggiera nel territorio intorno e nei momenti di maggiore insicurezza furono unite dal monumentale paretone, di cui si possono ammirare ancora alcuni tratti. Cento scaloni uniscono idealmente l’antico sito messapico con la città medievale di Ceglie sorta arroccata sul colle.

 Il nostro giro comincia da Porta di Giuso, anticamente porta di Juso, a meridione della città antica. Il termine juso nel dialetto della Murgia dei Trulli indica una parte bassa, come depressa è l’area della Porta, da cui si comincia a risalire nel centro antico. La Porta con arco a sesto acuto ci riporta nel medioevo quando essa era parte integrante della cinta muraria della città. Continuando si è accolti dal giardinetto di Piazza Vecchia su cui affaccia il bel prospetto di Palazzo Allegretti, imponente, con la facciata rifatta alla fine del IX secolo, con due ampi portali. Il palazzo gentilizio è uno tra i tanti di Ceglie, testimonianza architettonica della borghesia terriera locale. Non distante da Piazza Vecchia è sita la chiesetta dell’Annunziata, risalente al IX secolo circa, un po’ sacrificata dalle altre architetture. Rimaneggiata nel Settecento al suo interno è custodito un gruppo ligneo raffigurante la Vergine e l’Arcangelo e una statua in cartapesta di san Giuseppe.

Torre dell'orologio

Torre dell’orologio

Percorrendo Via Paolo Chirulli si può raggiungere la Porta del Monterrone, a settentrione dell’antico borgo medievale. Anche questa Porta conserva l’arco a sesto acuto, mentre sul lato destro è ben visibile anche una torre quadrangolare dell’antico sistema difensivo urbano. Prima di procedere conviene affacciarsi sul Belvedere di Monterrone, fuori “le mura”, un balcone naturale sulla parte terminale della meravigliosa Valle d’Itria, con la città di Cisternino sulla linea di orizzonte.

Rientrando nel centro antico per Via Porticella si può ammirare il monumentale Palazzo Vitale che affaccia su Largo Ognissanti. Questo è un luogo molto antico, dove sorgeva l’agorà della città messapica, Kaìlia dal greco. Risalendo il largo Ognissanti, d’estate un salotto urbano, dalla Via Pace e poi Via Greco si giunge nel cuore della città vecchia dove troneggiano la Chiesa Madre e il Castello Ducale. La prima è una Collegiata dedicata all’Assunta, edificata nel 1521, subendo ristrutturazioni e rifacimenti alla fine del XVIII secolo. L’interno è a croce Greca e, tra le altre opere, conserva delle tele di Domenico Carella, lo stesso che operò nella vicina Martina Franca. Molto bella è la tela del Carella che raffigura una scena biblica con una veduta prospettica di Ceglie alla fine del Settecento dove chiaramente sono visibili il Castello e la Chiesa Madre.

Il Castello Ducale di Ceglie Messapica riflette con le sue architetture il susseguirsi di dominazioni sul territorio. Un primo nucleo normanno (XI sec.) fu ampliato dagli Svevi e dagli Angionini fino all’aggiunta nel XV secolo di un’alta torre quadrata e merlata commissionata dai duchi Sanseverino, visibile da tutto il territorio intorno. Visibili anche le possenti e tozze torri circolari angioine. L’accesso odierno al Castello, nella corte, certamente riflette i secoli successivi, quando il Castello fu trasformato in elegante dimora, segno del cambiamento socio-politico nel tempo.

Proseguendo da Via Chiesa, scendendo per Via G. Elia e poi a sinistra per Via San Martino si passa dinanzi alla bella Chiesa barocca di San Domenico, in cui si accede da un’imponente scalinata. All’interno mononavato si conservano interessanti tele tra cui Madonna tra i Ss. Domenico di Guzman e Caterinada Siena e una Presentazione di Gesù al Tempio. Attiguo è l’ex-Convento che un tempo è stato anche sede municipale. Proseguendo per Via san Martino si può raggiungere la Chiesa di San Giocchino, santo che per tradizione pare abbia salvato la città da un’epidemia. La chiesa è un piccolo Pantheon, a pianta centrale con una facciata molto raffinata tipicamente neoclassica. All’interno si conservano prestigiose opere artistiche dei secoli XIX e XX.

Risalendo Via Dante Alighieri si giunge in Piazza Plebiscito, un’ampia Piazza “fuori le mura”, sovrastata dalla bella Torre dell’Orologio di fine XIX secolo. Sulla stessa Piazza affaccia Palazzo Lamarina che mette in mostra un tipico balcone in pietra sostenuto da modiglioni e tinteggiato di bianco calce, tipico dei paesi della Murgia dei Trulli. Da Piazza Plebiscito possono partire altri itinerari di visita alla città vecchia che se ampliati includono anche monumenti siti all’esterno dell’antica cinta tra cui si cita la Chiesa di San Rocco che affaccia sulla Piazza Sant’Antonio che presenta una facciata divisa in due ordini: quello inferiore neoclassico e quello superiore ancora legato a forme barocche. Molto bella e tipica dell’Alto Salento è la cupola maiolicata della chiesa.

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