ft. 5 Alberobello - Rione Monti  SOSTITUITA

Alberobello, la città dei trulli

Emile Bertaux, viaggiatore di fine Ottocento, scrisse su Alberobello: «le abitazioni moderne sembrano sperdute tra i trulli come un’agenzia commerciale di europei tra le capanne di un villaggio negro». Alberobello, infatti, è l’unica città pugliese che presenta il suo nucleo più antico completamente popolato dalle capanne di pietra, un’infinità di trulli. Si tratta della parte monumentale che sorge su due colli separati da un canale carsico, trasformato poi in importante via urbana.

ft.6 Alberobello - chiesa di sant'Antonio da Padova Sul colle più alto sorge il Rione Monti le cui stradine, lastricate con  pietre calcaree, sembrano convergere tutte sulla cima dove, in via  Cadore, sorge la chiesa di Sant’Antonio da Padova in stile  “trullano”, edificata nel 1908. In questo Rione è possibile visitare i  trulli all’interno, con gli antichi spazi domestici e di servizio,  trasformati ora in attività per il commercio di prodotti tipici, qualcuno  in attività ricettiva. Lo scenario è emozionante se ammirato dal colle  dirimpettaio, dove da una terrazza di pertinenza della chiesetta di  Santa Lucia, in una vista d’insieme, appare tutto il Rione Monti con i  suoi tanti coni di pietra, piccoli, grandi, un curioso trullo “siamese”, con due coni esterni insellati (non separati, anche se all’interno corrispondono a due ambienti); i coni dei trulli sul Rione monti in particolare continuano ad essere ornati sulle chiancarelle con i simboli in latte di calce, cristiani, pagani e scaramantici, ai quali fanno eco i pinnacoli terminali dalle varie fogge, a sfera la più diffusa, a disco, a stella e a cuspide. Un’atmosfera davvero magica!

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Da quel terrazzino si parte per la visita al Rione Aia Piccola, il cui toponimo ricorda lo spazio comune adibito alla trebbiatura dei cereali, dove si utilizzavano gli animali da soma. Qui non ci sono negozi e artigiani, solo trulli abitazione. Qui è possibile incontrare e parlare con gli ultimi anziani figli e nipoti degli artefici di quei monumenti di pietra, ignari costruttori di un’eredità culturale preziosa. In questo antico Rione si consiglia una visita a “Casa Pezzolla”, il Museo del Territorio o della cultura popolare locale, sede anche di mostre temporanee, ospitato all’interno di un grande complesso di dodici trulli.

Lasciata Aia Piccola, passando per Piazza del Popolo si può ammirare la Casa d’Amore nella Piazza Ferdinando IV (ora la sede di Ufficio Turistico), la prima costruzione alberobellese con malta, risalente al 1797 che, simbolicamente, segna quel confine tra l’antica Alberobello edificata con pietre a secco e la moderna edificata con la malta dopo il riconoscimento ufficiale della città da parte del Regno di Napoli.

Proseguendo su corso Vittorio Emanuele a distanza appare l’imponente santuario dei patroni, i Ss. Medici Cosma e Damiano, costruito sul precedente luogo di culto alla fine dell’Ottocento, dalle linee architettoniche neoclassiche e neogotiche. Il santuario è importante in tutto il comprensorio perchè meta di pellegrini, soprattutto a Settembre durante la festa dei Ss. Medici, santi taumaturghi. In questo periodo i devoti compiono una penitenza tradizionale, raggiungendo il luogo di culto a piedi da tutti i paesi della Murgia dei Trulli, attraversando le vie rurali.

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Trullo Sovrano

Seguendo le indicazioni turistiche si raggiunge, alle spalle del santuario, il Trullo Sovrano, ora Casa Museo della civiltà contadina, il più caratteristico di Alberobello perché presenta un primo piano nell’ampia volta conica del trullo centrale, alta 14 metri. Questa tipologia è diffusa molto nelle campagne della Valle d’Itria, soprattutto nelle Contrade di trulli.

Informazioni utili

La visita guidata è garantita con un minimo di 10 partecipanti

 

 

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