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La borraggine: dalle nostre erbe spontanee un monito di civiltà

Ormai è ricordo di pochi la ricchezza botanica del nostro territorio, l’infinita varietà di specie vegetali spontanee utilizzate a scopo alimentare e medicinale-terapeutico, protagoniste principali del nostro patrimonio di tradizioni e di letteratura popolare. Sembra inverosimile il fatto che alcuni decenni or sono i nostri contadini andavano a lavorare portandosi un solo tozzo di pane, perché il companatico come asparagi, cicoriella, rucola, colariz e borragine l’avrebbero trovata nei campi. Oggi di contro, basta guardare il ciglio delle nostre strade campestri per tastare il grado di inciviltà di cui siamo artefici, l’offesa dell’ambiente che ci ospita, e non solo per i residui di picnic, ma di sversamenti scriteriati di pneumatici, frigoriferi, materassi, carrozzini anche in tratti boschivi tra i più nascosti. Abbiamo già parlato di malva e asparagi, mentre in quest’articolo  ci occupiamo di borragine, sperando di creare un monito per essere più rispettosi dell’habitat in cui queste piante spontanee si sviluppano.
La borragine è una pianta annuale (Borrago officinalis) ricca di calcio e potassio, acido palmitico e tannini, acidi grassi essenziali necessari per una corretta funzionalità cardiovascolare. Dai suoi semi, a seguito di spremitura a freddo, si ottiene un olio vegetale utile per le patologie della pelle con componente allergica come eczemi, dermatosi e psoriasi. Grazie alla presenza di fitoestrogeni, che svolgono funzione riequilibrante del sistema ormonale femminile, quest’olio è usato in caso di irregolarità del ciclo, dolori mestruali, amenorrea e cisti ovariche;  inoltre proprio per l’elevato contenuto di ormoni vegetali esso è alleato della donna in quanto viene utilizzato nei rimedi per rassodare il seno. Per uso esterno può esser usato direttamente sull’epidermide del viso, come contorno occhi naturale e potente anti rughe o per combattere le macchie cutanee e le smagliature.

La nostra attesa ricetta:

Ravioli al  pesto di  borraggine e noci – ricetta per 4 persone

PER LA SFOGLIA
150 GR di farina di grano tenero
50 GR di semola rimacinata
2 uova
20 GR di borragine

PER IL RIPIENO
70 GR borragine
120 GR di ricotta
10 GR parmigiano
Olio per amalgamare

PER IL PESTO
30 GR fiori di borragine
30 GR noci
30 GR erbe aromatiche (timo, santoreggia,salvia)
2 spicchi di aglio
70 GR pecorino semi stagionato
Olio oliva extra vergine
Sale QB

Preparazione della sfoglia: tagliare a striscioline la borragine e lessarla per 10 minuti, poi tritarla finemente. Sulla spianatoia fare la fontana con la farina e unire le uova e la borragine, quindi impastate bene, poi coprire e far  riposare l’impasto per 30 minuti.
Per il ripieno: cuocere la borragine con un filino d’olio e un pizzico di sale per 10 minuti. Far raffreddare e tritare, aggiungere quindi la ricotta avendo cura di amalgamare per bene unendo anche il parmigiano.
Stendere la sfoglia con l’aiuto della macchina per la pasta, in caso contrario, fare una sfoglia sottilissima con il mattarello. Adagiarvi sopra ciuffetti di ripieno e ricoprire con altra pasta e creare i  ravioli o le mezze lune.
Per il pesto: sciacquare i fiori e le sommità della borragine e le erbe aromatiche, sgusciare le noci, tagliare a tocchetti molto sottili il formaggio.
In un mixer porre i fiori, le noci, le aromatiche,  l’aglio e il formaggio, mixare il tutto fino a ottenere un composto molto fine . Trasferire in un contenitore di ceramica e condire con l’olio extra vergine di oliva e coprire per intensificare gli odori (può essere conservato in frigo se ricoperto d’olio anche una settimana)
Lessare i  ravioli e farli saltare in padella con il  pesto ottenuto. Impiattare spolverizzando con noci e fiori di borragine.

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