Cisternino, Piazza Vittorio Emanuele II

Cisternino, uno de “I borghi più belli d’Italia”

Bisogna risalire all’IX secolo d.C. per parlare di effettive origini di Cisternino, il cui territorio cominciò a popolarsi di gente che giunse soprattutto dalla costa adriatica, resa pericolosa dalle incursioni piratesche e martoriata dalla malaria. L’attuale collina dove sorge Cisternino era allora popolata da nuclei agricoli la cui aggregazione generò un casale. Il toponimo della città forse deriva dalla posizione geografica di quel casale medievale che sorgeva “ al di qua, Cis, di Ostuni, Sturnium”, l’antica città messapica. Intorno all’anno Mille nel casale ormai più popoloso, che era feudo della diocesi di Monopoli, fu edificato un primo edificio sacro.

Da allora il centro demico ha legato la sua storia, fino alla fine della feudalità, ai vescovi di Monopoli, con alterne deominazioni ecclesiastiche e laiche, queste ultime, tuttavia, sempre condizionate dalle prime. La primitiva chiesa fu poi interrata quando fu edificata la nuova chiesa dalle forme tardo romaniche, sulle quali nel tempo sono stati inseriti elementi del gotico pugliese. Si tratta dell’attuale Chiesa Madre, dedicata a san Nicola di Patara, più noto in Puglia come san Nicola di Bari. Di fianco alla chiesa sorge l’altro vetusto monumento di Cisternino, la Torre Grande, o normanna, antico simbolo del potere civile su cui, tuttavia, svetta la statua del santo patrono Nicola, in ricordo di un potere ecclesiastico predominante.

cisternino 1 Nel periodo angioino la città fu cinta di mura e altre torri  circolari, assumendo i connotati di una terra, una città  fortificata. Un dipinto ottocentesco, del pittore cistranese  Barnaba Zizzi, raffigura una Porta Grande, orientata a sud –  ovest, che univa con la sua architettura scenografica la Torre  grande alla chiesa Madre. Porta e facciata della chiesa furono  poi demolite nell’Ottocento e la facciata della chiesa fu  ricostruita nelle attuali forme neoclassiche, mentre alla Torre fu  aggiunto un avancorpo porticato. La via principale del centro  storico unisce ancora le due Porte, di cui esite solo Porta Piccola, orientata a nord-est. Sono ben visibili alcune torri del periodo angioino, con la tipica scarpatura alla base, ma soprattutto quel che intriga è la trma labirintica creata dalle stradine nel centro storico, tipica dei paesi della Murgia.

Cisternino, Porta Piccola

Cisternino, Porta Piccola

 

“Un grande capolavoro di architettura senza architetti”. Con questa frase l’architetto giapponese Hidenobu Jinnai definì la città antica di Cisternino, esaltando quell’architettura popolare e mediterranea che, svincolandosi da datazioni più meno certe, può essere altrimenti definita architettura “senza tempo”, perché il tempo ha sovrapposto le architetture in un’armonica fusione. Il centro storico è suddiviso in cinque rioni con curiosi nomi dialettali, dipinti su artistiche targhe in maiolica affisse ai muri delle stradine. Così camminando si attraversa l’isule, un rione isolato, appunto, dalle vie che lo circoscrivono; scheledde, un rione caratterizzato dai cordoli che servivano a misurare l’andatura dei carri sulle vie; u’ pantèn, ossia il pantano quindi un rione depresso e per questo un tempo area paludosa,; u bùrie o borgo, il rione che si sviluppò fuori dal tracciato della cinta muraria nel XVI secolo; bére vecchie, infine, o borgo vecchio, il rione più antico e più esteso.

 

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